Origine del Pandoro
DA DOLCE REGIONALE A PATRIMONIO DI UNA NAZIONE
L’origine del Pandoro, dolce tradizionale di Verona va fatta risalire ai tempi della Repubblica Veneta del Rinascimento. In quel periodo prosperava - grazie al commercio marittimo con l’Oriente e alle molte spezie che cominciavano ad arrivare in Italia – una vera e propria forma di esibizionismo gastronomico.
Le tavole – riccamente imbandite – offrivano cibi ricoperti da sottili foglie d’oro zecchino. Come accadeva anche con un dolce, a forma conica, chiamato Pan de Oro. Un’altra versione ancora attribuisce al pandoro una origine più umile: un antico dolce familiare a forma di stella chiamato “nadalin”, dolce secco che era tradizione a Verona consumare a Natale inzuppato nella cioccolata calda.
E’ certo tuttavia che il Pandoro si sviluppa e perfeziona a Verona verso la fine dell’Ottocento, dopo l’unità d’Italia, presso le antiche ed eleganti "offellerie" o pasticcerie, i cui maestri pasticceri avevano imparato a Vienna le tecniche di lavorazione del "croissant" e del "pane di Vienna, che sono alla base della lavorazione del Pandoro di Verona.
La produzione industriale di pandoro risale invece agli anni Cinquanta, grazie a pasticceri illustri e imprenditori appassionati, come Bauli, Melegatti, Perbellini, Cometti e Ambrosi, che accettarono la sfida industriale facendo di un dolce tipico un dolce nazionale. Patrimonio di un’intera nazione e non solo di una determinata provincia italiana…