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dolci e alimentazione

A cura del Prof. Pietro Antonio Migliaccio

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Uno dei capisaldi della moderna alimentazione è che in condizioni fisiologiche, cioè di normalità, nessun alimento deve essere discriminato e che il cibo deve non solo nutrire ma anche gratificare.
I dolci appartengono sicuramente al gruppo di alimenti che meglio assolvono a questo compito. Infatti, in funzione della loro estrema varietà e diversificazione compositiva, non solo assicurano piacere e benessere alla psiche, ma apportano all’organismo tutti i nutrienti, e cioè glucidi, proteine, lipidi, Sali minerali e vitamine, in forma facilmente assimilabile e nel giusto rapporto fra loro.

Gli esperti della nutrizione sono concordi nell’affermare che ognuno debba mangiare in quantità non superiore al proprio fabbisogno giornaliero e in modo il più possibile variato, alternando tutti gli alimenti disponibili anche in funzione dei propri gusti.

Una sana alimentazione deve infatti assicurare tutti i nutrienti nelle quantità e nelle percentuali richieste dal nostro organismo, per mantenersi sano e in grado di assolvere a tutte le sue funzioni.

Anche i dolci, pertanto, possono e debbono essere inseriti in una dieta sana e equilibrata, purché nella giusta quantità e nel giusto rapporto con gli altri alimenti.

Per le persone sane e di peso normale, oltre alla prima colazione per la quale è possibile scegliere secondo i propri gusti tra una ricca offerta di biscotti e prodotti dolci da forno, è non solo consentito m addirittura consigliabile uno spuntino a metà mattina e a metà pomeriggio con una merendina o un gelato: uesta abitudine permette di arrivare ai due pasti principali con minor appetito e, quindi, con la possibilità di ridurre la voracità e di conseguenza la quantità totale di cibi introdotti.

La distribuzione della razione alimentare quotidiana in quattro o cinque pasti, oltre che rispondere ai più moderni comportamenti alimentari, è anche più salutare da un punto di vista fisiologico e nutrizionale. Infatti, come è stato dimostrato da numerosi studi e esperimenti, il metabolismo, ovvero l’insieme di reazioni chimiche che fanno funzionare il nostro corpo, s ne avvantaggia, consentendo una migliore utilizzazione del cibo e limitando l’accumulo di grasso corporeo e di colesterolo. Nelle diete dimagranti è consigliabile e spesso indispensabile contemplare la presenza dei dolci, anche per il ruolo che svolgono nella formazione della serotonina, neurotrasmettitore che modula l’appetito e regola l’umore.

In caso di diabete o di altre malattie, in presenza o meno di soprappeso, devono essere utilizzati schemi diversi e prescrizioni dietetiche particolari; per altro non è mai necessario rinunciare a dietetiche particolari; per altro non è mai necessario rinunciare a qualche cibo dolce. Infatti ance i diabetologi più informati inseriscono abitualmente una giusta quantità di dolci nella dieta dei diabetici insulino e non insulino dipendenti. Anche nel caso di momentanei cambiamenti nelle abitudini di vita possono, anzi debbono essere inserite delle modifiche alla abituale alimentazione. Talvolta risulta anche necessario cambiare la distribuzione dei pasti nella giornata. Per esempio, quando si va a sciare è consigliable fare un’abbondante colazione costituita da latte, caffé o the o succo di frutta o yogurt e biscotti, o cereali, o fette biscottate con marmellata e/o burro, o una invitante brioche calda.

È inoltre preferibile sostituire il pranzo con prodotti dolci artigianali locali o confezionati senza dimenticare una buona cioccolata calda. Al termine dell’attività sciistica o dell’escursione, una volta rientrati nelle proprie abitazione o in albergo, è di nuovo consigliabile una bevanda accompagnata da un dolce, utile per ricostruire i depositi di glicogeno esauritisi durante l’attività sportiva. Il pasto serale sarà composto da un primo piatto, asciutto o a minestra; da proteine di origine animale, quindi carne, pesce, uova o formaggi. Non è necessario abbondare nel secondo piatto, in quanto i dolci forniscono già proteine di alto valore biologico per il buon contenuto in latte e/o derivati. Deve essere sempre presente verdura, frutta e una quantità di pane inversamente proporzionale alla pasta o al riso del primo piatto; cioè più pasta o riso e meno pane e viceversa. Chi non ha problemi di peso può terminare il pasto con una porzione di dolce. In estate, per chi trascorre le vacanze al mare e si ferma a mangiare in spiaggia, il pranzo può essere sostituito da un buon gelato (anche con panna), più un frutto o due cialde o un pacchetto di cracker. L’altro pasto deve essere “tradizionale” (un primo piatto, un secondo a base di proteine di origine animale quali carne, pesce, uovo o formaggi, verdura, frutta  pane) oppure un piatto unico seguito da una verdure /o frutta. Le quantità delle porzioni debbono essere commisurate alle necessità energetiche di ciascuno; se si è in soprappeso o obesi, è necessario ridurle notevolmente.

Visita il sito del prof. Migliaccio (www.migliaccionutrizione.it )

 

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